La seconda tappa: la Chiesa delle Anime del Purgatorio ad Arco

E’ la seconda tappa dell’evento Cryptae – Alchimie della sopravvivenza, dopo il Museo di San Gennaro, che bene collega lo spettacolo. Si parte dalla fede e si prosegue con la superstizione. I teschi, l’ipogeo, i culti e i riti… ogni elemento di questa chiesa è in linea con l’evento, il tutto accompagnato da suggestioni e da un percorso musicale!

La chiesa si trova proprio nel cuore della parte più antica della città, facilmente raggiungibile dal Museo di San Gennaro. E’ uno dei luoghi simbolo della Napoli “gotica” e misteriosa. Nell’ipogeo della chiesa troviamo, difatti, uno degli ossari più noti e antichi della città partenopea e centro di pratiche cultuali in onore dei defunti o delle anime del Purgatorio.

Ai lati della grata, ciascuno in corrispondenza di una rampa di scale, due teschi, adagiati sulle rispettive tibie, simboleggiano ad un tempo la destinazione funzionale del luogo e le anime del Purgatorio, incutendo rispetto e reverenza anche al più svagato dei turisti.

L’osservatore più attento poi non potrà fare a meno di notare come davanti alla grata gli abitanti della zona e le donne in particolare, non facciano mai mancare fiori freschi e lumini votivi, sebbene l’ossario sia in disuso almeno dall’800 e la maggior parte delle spoglie lì raccolte non abbia neppure un nome. Le anime dei morti infatti nella concezione napoletana influiscono potentemente sull’esistenza dei vivi e vengono viste come entità spirituali benevole da onorare e rispettare ed a cui rivolgersi, quasi come si farebbe con un santo, per ottenere vere e proprie grazie.

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